Decidono di sposarsi e chiedono a un amico che li conosce bene di celebrare il matrimonio per rendere la cerimonia più intima e romantica.
Lui accetta ma non avendo mai celebrato un matrimonio chiede a ChatGPT di scrivergli il discorso che avrebbe dovuto pronunciare, promesse e obblighi che avrebbe dovuto chiedere ai due promessi sposi di assumere.
Detto fatto.
O, meglio, chiesto e scritto da ChatGPT.
Ma non è tutto oro quello che luccica e non son sempre nozze quelle che sembrano esserlo.
Lo racconta bene una storia che rimbalza da un Tribunale olandese.
Se vi interessa ascoltate il podcast.
Ma dopo la sigla
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GOOD MORNING PRIVACY! | Morire d’amore per un chatbot
Nel febbraio del 2024 un ragazzino americano di quattordici anni si è ucciso sparandosi un colpo di pistola in testa dopo aver allacciato una lunga relazione con un chatbot creato attraverso CharacterAI.
Nei giorni scorsi la causa promossa dalla mamma davanti ai Giudici della Florida contro Character AI e Google è stata chiusa con una transazione.
È una storia che merita qualche riflessione.
La sigla e ne parliamo.
GOOD MORNING PRIVACY! | La privacy vince sulla violenza mediatica anche in guerra
In Italia la notizia l’hanno battuta in pochi e, forse, non c’è da sorprendersi: la BBC, il servizio pubblico televisivo inglese, uno dei laboratori più blasonati di giornalismo di qualità, nei giorni scorsi ha raggiunto un accordo transattivo con una famiglia israeliana dopo averne violato la privacy.
La famiglia, attaccata da Hamas il 7 ottobre 2023 aveva citato l’emittente televisiva in Tribunale dopo che una troupe era entrata nella sua abitazione, subito dopo l’attacco al quale era miracolosamente sopravvissuta e aveva ripreso scene di disperazione e sconforto facilmente immaginabili, oggetti e foto personali e personalissimi.
La sigla e ne parliamo.
Continua a leggereGOOD MORNING PRIVACY! | Informazione: è cambiato tutto e tutto cambierà ancora
Il Pew Research center ha pubblicato, qualche settimana fa, una ricerca straordinariamente istruttiva sul rapporto tra giovani, meno giovani e anziani e l’informazione negli Stati Uniti d’America.
Ma difficile pensare che da questa parte dell’oceano, nella società globalizzata nella quale viviamo, le cose siano particolarmente diverse.
Le differenze tra il consumo di informazione tra le persone di età compresa tra i 18 e i 29 anni e gli ultrasessantacinquenni sono decisamente tante e importanti.
La sigla e proviamo a mettere in fila qualche numero.
GOOD MORNING PRIVACY! | Sextoys, occhio che il prezzo del piacere, in dati personali, può essere salato
Mi rendo conto che è un argomento che, a qualcuno, magari, farà storcere la bocca e potrà trovarlo poco consono a un caffè del mattino ma è una questione come un’altra che riguarda la privacy e un pubblico indiscutibilmente ampio.
Parliamo di sex toys.
Quanto sono curiosi? Quanti e quali dati raccolgono?
Quale è il prezzo del piacere che si paga in dati personali?
La sigla e se le domande vi interessano, subito dopo, proviamo a cercare qualche risposta.
GOOD MORNING PRIVACY! | La tua SmartTV ti guarda mentre la guardi
Il Procuratore Generale del Texas Ken Paxton ha appena intentato una causa contro Sony, Samsung, LG, Hisense e TCL Technology Group Corporation.
L’accusa è aver spiato i texani attraverso le loro SmartTV.
Un’iniziativa che merita di esser raccontata e seguita perché educativa e istruttiva.
La sigla e ne parliamo.
GOOD MORNING PRIVACY! | Occhio all’intelligenza artificiale nei giocattoli dei nostri bambini
Natale ormai è alle porte ed è tempo di pensare ai regali per figli e nipotini.
Tra tanti regali più tradizionali, inevitabilmente, anche nel mondo dei giocattoli inizia a farsi largo l’intelligenza artificiale, a cominciare da quella generativa, tipo ChatGPT per intendersi.
Sono già tanti, in giro per il mondo, i giocattoli che la incorporano.
E sono regali straordinari, anzi sarebbero regali straordinari se non fosse che quel genere di intelligenza artificiale non è pensata per i più piccoli.
È partendo da questa considerazione che lo US Public Interest Group Education Fund ha appena pubblicato uno studio nel quale mette in fila i principali rischi legati all’interazione tra un bambino e un giocattolo, per così dire, intelligente.
La sigla e ne parliamo.
GOOD MORNING PRIVACY! | Trump dichiara guerra alle leggi nazionali sull’AI
Gli Stati Uniti d’America devono conquistare la leadership globale sull’intelligenza artificiale e la frammentazione regolamentare nazionale dei cinquanta Stati americani rischia di essere un ostacolo in questa corsa.
Ecco perché con un nuovo ordine esecutivo firmato giovedì il Presidente Trump ha ordinato alla sua amministrazione di dichiarare guerra alle leggi nazionali in materia, appunto di AI, se necessario trascinando i singoli Stati davanti ai Giudici o chiudendo i rubinetti dei finanziamenti agli Stati che adottano regole troppo rigide.
Il principio dell’uniformità regolamentare è sano, il resto preoccupante.
La sigla e ne parliamo.
GOOD MORNING PRIVACY! | Il Time battezza i big dell’AI, persone dell’anno. Buona la scelta, male la foto di copertina.
“Per aver inaugurato l’era delle macchine pensanti, per aver stupito e preoccupato l’umanità, per aver trasformato il presente e trasceso il possibile, gli Architetti dell’IA sono la Persona dell’Anno 2025 di TIME”
È la sintesi della motivazione con la quale il Time ha appena battezzato i grandi dell’intelligenza artificiale come persone dell’anno 2025, una scelta che ha acceso un dibattito globale e, forse, prodotto più critiche che approvazioni.
La sigla e ne parliamo.
GOOD MORNING PRIVACY! | L’intelligenza artificiale corre troppo. Parola di Sam Altman
L’altra sera, Sam Altman ha partecipato a The tonight show, uno dei programmi televisivi americani di maggior successo e ha detto senza tanti giri di parole che il rischio più grande che vede legato alla sua ChatGPT e in generale all’intelligenza artificiale è la velocità di adozione, in tre anni, la più veloce di sempre.
E ha aggiunto che si tratta di una tecnologia che può curare malattie ma anche essere usata in modo improprio.
Poi Altman ha fatto un esempio, uno soltanto, quello dell’impatto dei posti di lavoro.
“Nuovi posti di lavoro arriveranno – ha detto – ma non necessariamente al ritmo di questa rivoluzione”.
E poi ha concluso “Il problema non è l’intelligenza artificiale, è non avere il tempo di assimilarla.”.
Parole importantissime.
La sigla e ne parliamo.